Omofobia in Russia: Le mie Osservazioni a Riguardo

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Qualche tempo fa Lorenzo mi ha chiesto su Instagram di parlare dell’omofobia in Russia e della qualità della vita che conducono le persone omosessuali in Russia. Beh, quale periodo migliore per farlo se non il Pride month?

Ho quindi deciso di scrivere questa Pillola sull’omofobia in Russia un po’ così, a mano libera e riportando semplicemente quelli che sono i miei pensieri, le mie osservazioni e le mie impressioni a riguardo.

Chiedo già scusa in anticipo se sbaglierò qualche termine: le etichette non sono il mio forte e non è mia intenzione offendere nessuno! Inoltre, mi limito a discutere la situazione delle persone omosessuali perché purtroppo non ho esperienze da riportare di uomini o donne transgender, bisessuali, ecc…

Non riporterò né dati, né statistiche, ma trust me when I say che so di cosa parlo.

Iniziamo!

omofobia in russia

Ironia della sorte

Devi sapere che in russo esiste l’aggettivo “радужный” che si traduce come “arcobaleno“. Deriva dal sostantivo “радуга” (arcobaleno, appunto) ed è utilizzato per descrivere le situazioni che in italiano definiremmo “rosee”.

Beh, ironicamente, la situazione della comunità arcobaleno in Russia è tutt’altro che радужная.

Sebbene negli anni l’omofobia in Russia si stia evolvendo e in un certo qual modo diminuendo, la Federazione è ben lontana dagli “standard” europei per non parlare poi di quelli americani dove, comunque, il problema dell’accettazione delle minoranze mi sembra rimanga ancora tale e attuale.

Ma c’è omofobia e omofobia e, soprattutto, ci sono russi e russi.

Omofobia in Russia – Mosca e San Pietroburgo

Se, come direbbero i russi più civili, hai una нетрадиционная сексуальная ориентация (orientamento sessuale non tradizionale) Mosca e San Pietroburgo sono sicuramente le città migliori in cui vivere in Russia.

Con una preferenza per San Pietroburgo.

Vuoi che la “seconda capitale” della Russia è da sempre ritenuta la più “europea” in territorio russo, vuoi l’allure e l’intellettualità di cui si fregiano i suoi abitanti, San Pietroburgo è una meta ambita dalle coppie omosessuali di tutta la Russia.

Anche i Moscoviti si vantano della loro apertura mentale e del loro progressismo ed è abbastanza vero anche se a Mosca di moscoviti ce ne sono pochi.

Ci sono aggressioni omofobe in queste città? Assolutamente sì, per fortuna sempre meno, ma ci sono. Ci sono però anche ragazzi che girano con lo smalto e i tacchi in metro (rari) e, per quel che ho visto io, la gente si è limitata a lanciare qualche sguardo di disapprovazione. Certo, è tutta questione di fortuna.

A Mosca e San Pietroburgo esistono moltissimi locali LGTBQ+ e altrettanti locali FRIENDLY frequentati appunto da, come direbbero loro, “натуралы” (eterosessuali) che hanno una mentalità aperta. Sempre in queste città hanno sede le principali associazioni arcobaleno.

Insomma, persone della prima e seconda categoria (leggi sotto).

Omofobia in Russia – Altre città

Molti pensano che al di fuori delle “due capitali” ci sia un clima di terrore. Non è così.

Parlando con rappresentanti della comunità LGTBQ+ provenienti da altre grandi città russe (Vladivostok, Ekaterinburg, Volgograd, Perm’, Sochi, ecc…) la situazione mi sembra abbastanza simile a quella di Mosca e San Pietroburgo (con meno apertura mentale generale).

Ovviamente, come spesso accade anche in altri paesi, più si va nel piccolo (piccole città, paesini) più diventa difficile, senza parlare di alcuni luoghi tipo la Cecenia in qui essere omosessuali diventa addirittura pericoloso (seconda e terza categoria).

Con questo non voglio dire che in un paesino non si possano trovare persone più aperte mentalmente che a Mosca. Non è così! Parlo dell’atteggiamento generale, della maggioranza.

Gli standard e la mentalità

Sopra ho scritto che Mosca e San Pietroburgo sono le città “migliori” dal punto di vista dell’omofobia in Russia, ma tieni conto che è il classico esempio di confronto “tra il marcio e la muffa”.

Se le paragoniamo alle altre città principali europee, infatti, non reggono certo il confronto e il problema principale risiede nella mentalità russa generale.

Troppo spesso commettiamo l’errore di pensare ai russi come a degli europei. Non è così: il fatto che abbiano i soldi e che in molti luoghi siano più tecnologicamente avanzati di noi, non toglie che siano passati solo 30 anni dalla caduta dell’Unione Sovietica e che adesso si trovino in una situazione politica che sicuramente non definirei “liberale” o “di apertura”.

Proprio il governo ci mette del suo per continuare a promuovere i “valori tradizionali” come opposti allo “scempio” occidentale che presto porterà la razza umana ad estinguersi (forse ho calcato un po’ la mano, ma non ho spazio per approfondire).

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Le persone

In linea di massima e per necessità di scrittura, credo di poter inserire i russi che ho incontrato nella mia vita (ricordo che vivo a Mosca da 9 anni) in tre categorie in base al loro rapporto e atteggiamento nei confronti della comunità LGBTQ+:

1) Neutralità

Tutte quelle persone a cui non interessa assolutamente nulla del tuo orientamento sessuale. Sono esemplari meravigliosi e abbastanza rari che si incontrano però in ogni luogo della Russia e non solo: ne conosco provenienti da diverse città russe, ma anche ucraine, bielorusse, kazake o tagike.

Si tratta di individui molto lontani dalle logiche e i valori dello stato, amano o odiano la gente indistintamente da preferenze, genere, età, cultura e lo dimostrano con una caratteristica che manca ai rappresentanti delle altre categorie: il tatto.

Proprio così: a loro non frega se e quanti figli tu abbia, di tuo marito, di tua moglie e sono cose che chiedono solamente se e quando davvero interessati alla tua storia personale. A loro interessa conoscere la persona che hanno davanti, consci del fatto che le preferenze a letto non aggiungono né tolgono nulla.

Appartengono alle più svariate classi sociali e hanno diversi livelli di istruzione. Certo, spesso hanno una mentalità che li porta a viaggiare o addirittura vivere in altri paesi, conoscere realtà e culture diverse, ma non è sempre così.

Possono essere manager in grandi aziende come impiegati alle casse del McDonald’s. L’unica cosa che hanno in comune è l’apertura mentale e il rispetto verso il prossimo.

Ce ne fossero (e non solo in Russia)!

2) Superiorità

Le persone di questa categoria sono difficili da individuare e ancora più da sopportare, ma ti toccherà farci l’abitudine e soprattutto imparare a conviverci perché Mosca ne è piena zeppa.

Trattasi spesso di individui del ceto sociale medio-alto, con una buona istruzione alle spalle, vacanze o soggiorni all’estero, una mentalità volta al successo personale, all’autorealizzazione.

Insomma, tutto promette bene fino a quando non inizi a sentire le prime frasi tipo:

“Sono stata in Svezia! Mi è piaciuta tantissimo, ma ci sono troppi uomini che si tengono per mano. Mi ha fatto effetto.”

“Mio marito è psicologo: lo so con certezza che l’omosessualità è una malattia mentale.”

“Per me va bene se è lesbica, l’importante è che non ci provi con me.”

“Non ho problemi con i gay, ma in passato ho avuto brutte esperienze con loro.”

Sono tutte frasi che ho sentito con le mie orecchie e che ti invito a prendere come campanelli d’allarme.

Secondo me, gli appartenenti a questa categoria fanno di tutto per potere essere considerati (e potersi considerare) “europei” senza però tenere in considerazione che non sono i soldi o i viaggi a renderti tale. Loro “accettano” l’omosessualità perché “così si fa in Europa” (se, magari…), però mantengono comunque un atteggiamento di superiorità nei confronti della comunità LGBTQ+.

La tollerano – chi bene, chi male – ma l’orientamento sessuale è per loro una caratteristica che dice molto sulla singola persona e li mette a disagio. Forse perché non rispetta i “valori tradizionali”, forse perché gli ricorda che non sono poi così “europei”.

3) Disgusto

Gli appartenenti della terza categoria sono caratterizzati prevalentemente da uno stile di vita “tradizionale” caratterizzato da problemi “tradizionali“, obiettivi “tradizionali” e vissuto all’insegna dei valori “tradizionali“.

Per loro non esiste molto altro fuori dai confini russi, ciò che dicono la radio e la TV è legge incontestabile e non c’è altro modo per vivere la vita se non il loro.

Chiaramente, la vita che vivono fa spesso schifo, il che li porta ad accumulare rabbia che poi vomitano sugli individui che ritengono essere più “deboli” di loro.

A dire la verità, per mia grande fortuna ho incontrato poche persone di questa categoria, o magari ne ho incontrate, però non hanno mai esternato i loro pensieri di presenza. Fatto sta che basta sentire quel che succede in giro o fare un salto sui social per capire quante siano.

Prendi queste categorie con le pinze! Logicamente ci sono tanti che stanno a metà tra l’una e l’altra.

Implicazioni

La Russia non è un luogo dove si possa vivere la propria omosessualità con leggerezza e serenità. Punto.

Siamo d’accordo, non è “illegale” né tanto meno punibile con detenzione e pena di morte come in altri paesi del mondo, OK. E non mi riferisco neanche al fatto che due ragazzi o due ragazze non possano girare tenendosi per mano per non rischiare insulti o pestaggi (come del resto succede anche in Italia).

E no, non sto parlando neanche della legge contro la propaganda omosessuale che è stata fatta per “proteggere i bambini”.

L’omofobia in Russia si sente forte ad un livello più sottile, ma fastidiosissimo.

Pensa a quella zia di terzo grado che non sa che sei lesbica e al pranzo di Natale ti chiede come mai tu non abbia ancora un fidanzato. Ecco, ora immagina che questa domanda te la faccia l’85% delle persone con cui devi ad avere a che fare per più di 30 minuti.

Immagina che tu debba affittare un appartamento e tu, ragazzo gay, debba inventarti una moglie o una fidanzata, perché sai che ci sono buone possibilità che non ti diano la casa se ci vivi con un altro ragazzo.

Prova a pensare che per ogni volta che incontri qualcuno, tu debba capire a quale categoria appartenga prima di potergli raccontare la tua vita per non subire ingiustizie sul lavoro, ad esempio. Oppure passare per la persona “chiusa” di cui nessuno si può fidare.

Sicuramente stressante.

Tant’è vero che molte persone anche del mondo dello spettacolo sono costrette a nascondere la propria sessualità, fare matrimoni falsi e cose simili. I matrimoni falsi vanno un sacco anche tra i “comuni mortali” omosessuali per potere avere figli.

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Omofobia in Russia – Conclusioni

Lo so, lo capisco. Non è piacevole quando si ama un paese e ci si trova a fare i conti con i suoi aspetti meno belli.

Per ora in Russia le persone della terza e seconda categoria sono molte di più rispetto a quelle della prima. Non resta che aspettare, dare tempo e sperare che presto la situazione si ribalti.

Tieni conto che questa è solo la mia realtà: ci sono persone che ti diranno che è meglio, altre che ti diranno che è peggio. Dipende tutto dai punti di vista e soprattutto dalle esperienze personali.

In ogni caso, sappi che se sei una persona LGTBQ+ e vuoi vivere in Russia dovrai imparare a scendere a compromessi sia con te stess* che con le persone che ti circondano. Ma questo non esclude che tu possa trovare il tuo spazio e una vita favolosa e appagante nel paese che ami!

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Un pensiero su “Omofobia in Russia: Le mie Osservazioni a Riguardo

  • 04/06/2021 in 16:43
    Permalink

    Nulla dico sui gay, o sulla omosessualità.
    Ma sono sollecitato dalla tua email, allora parlo di altro presente nell’articolo.
    Mi riferisco a questo:
    detesto veramente e di cuore le persone descritte del primo gruppo, “i neutrali”.
    Se tutto accettano con indifferenza, l’omosessualità o, all’opposto, l’omofobia , significa:
    1. che la loro posizione e indifferente a tutto;
    2. che l’unica cosa che a loro interessa nella vita è il proprio personale e individualistico (e a-sociale) successo (piacere).
    Questo in filosofia morale significa:
    ridurre l’essere (parolona… insomma, tutto l’esistente universale, materiale e ideale) alla sola dimensione economica… peggio all’economicismo totale.
    In filosofia il “piacere” corrisponde ai caratteri essenziali dell’Economia: Utile-Non Utile.
    (come per l’Estetica: Bello Non-Bello, per l’Etica: Bene e Male, per la Politica: Amico e Nemico.)
    E’ l’atteggiamento che la ideologia e la filosofia morale liberali propagandano in tutto il pianeta e fra i giovani… il risultato è appunto quello di avere iper-individualisti destoricizzati, privati di coscienza identitaria collettiva (di classe economica, di gruppo linguistico, di nazionalità, di ideologia, di religione… e ora persino di identità sessuale) consapevoli solo della reattività immediata e sensuale dell’ “ora”, “adesso” “questo momento”… e quando dico “adesso” nel pronunciare l’ultima sillaba già nego e oblio e svaluto la storicità, (ossia il mondo) dell’epoca in cui ho pronunciato la “a” prima sillaba…. circa 3-4 decimi di secondo fa!
    Pura e sola reattività animale per la riduzione dell’umano alla animalità sensuale destoricizzata… ma molto utile per il mondialismo produttivo e consumistico.
    Viene da chiedersi perchè mai qualcuno ambisca a creare un mondo che sia una unica Città-Mondo, con un unico sistema integrato e una unica legislazione… forse perchè ambisce a divenatre il Sindaco esclusivo dellla Città-Mondo, della Città-Pianeta.
    Forse per questo la Russia è tanto ostracizzata dai mondialisti. Motivo in più per amarla di più.
    @Alla proprietaria del blog: non mi offendo se non pubblichi. Comprendo le tue necessità formali. Tranquillissima!

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