Come Imparare il Russo? Ti Racconto Come Ho Fatto Io

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L’altra sera non riuscivo a dormire e ho chiesto agli amici di Instagram di propormi argomenti da trattare sul blog. Per la prima volta, Mattia e Federica non mi hanno chiesto come imparare il russo, ma come ho fatto io a impararlo, il mio percorso da 0 a Russia in Pillole.

Così ho deciso di scrivere questa Pillola su come imparare il russo riportando la mia esperienza personale, passo dopo passo, con tutte le gioie e i dolori incontrati lungo il cammino. Se cerchi dei consigli più pratici su come imparare il russo, li trovi qui.

Chiaramente siamo tutti diversi, ognuno ha le proprie esperienze e non dico che il mio esempio sia l’unico da seguire, però so che la mia storia può darti qualche spunto o idea su come imparare il russo, migliorarlo o semplicemente farti capire che “non si nasce imparati” e senza errori (e fortuna) non si va da nessuna parte.

Te lo dico subito: se ti aspetti di trovare qualche formula magica, mi dispiace, non ne conosco.

Direi di iniziare.

come imparare il russo

Premessa

Sebbene alcuni insinuino il contrario, io non ho alcun parente russo e il giorno in cui mi sentirai parlare non farai fatica a capirlo dal mio accento.

Sì, a volte faccio errori quando scrivo in italiano, ma sono dovuti a) alla mia ostinazione a non portare gli occhiali e b) al fatto che, vuoi o non vuoi, quando parli tutti i giorni, tutto il giorno un’altra lingua, si creano delle interferenze e se non fai attenzione, se hai un momento di stanchezza, finisci col non parlarne correttamente neanche una.

Never a joy.

Fatto sta che fino al 2007 (anno in cui ho iniziato a frequentare la triennale) della Russia non sapevo assolutamente niente. Zero!

Come imparare il russo: regola numero 1 – prova

Il primo consiglio che posso darti su come imparare il russo è quello di seguire la tua curiosità e provare senza pensarci su troppo.

Crederai che già dall’inizio io avessi intenzione di studiare russo. Non è così! Io sognavo di studiare le lingue orientali (cinese e/o giapponese), ma avrei dovuto trasferirmi in un’altra città e al tempo non me la sentivo.

Così ho deciso di iscrivermi alla facoltà di lingue straniere dell’università della mia città per studiare inglese e tedesco. Inutile che ti dica quale, perché sono cambiati tutti i professori e persino i corsi.

Poi però, riflettendoci, ho pensato che sarebbe stato bello studiare una lingua che (al tempo) non sapeva nessuno e ho provato a frequentare il precorso di russo (che iniziava un mese prima delle lezioni universitarie).

La prima lezione è stata un vero incubo (e pensare che era solo l’alfabeto). Ma io ho continuato e più andava avanti il precorso, più capivo che la lingua mi piaceva e la cultura russa mi interessava. Alla fine ho rinunciato al tedesco.

Di conseguenza, se vuoi sapere come imparare il russo, io ti dico: “intanto provaci seriamente 1, 2, 3, 4 volte“. Allo stesso modo, però, se alla quinta volta ti accorgi che non “senti niente”, allora LASCIA PERDERE.

Il che ci porta precipitosamente al punto due.

Capisci se fa per te

Per impararla dovrai passare tanto, tanto, tantissimo tempo con la lingua russa, quindi ti conviene chiarirti le idee fin da subito.

Al primo anno di triennale avevo 15 ore di russo a settimana. QUINDICI. Se non ricordo male, il secondo e terzo anno ne facevamo “solo” 12 (cioè niente filologia slava) che non sono poche soprattutto se pensi alla quantità enorme di compiti che dovevamo fare a casa, anche da un giorno all’altro.

Al tempo mi sembrava un carico di lavoro eccessivo (dopotutto c’erano anche altri esami da dare), ora però mi rendo conto che così tante ore di russo a settimana sono servite a darmi delle basi molto solide. Sottolineo la parola “basi”.

Puoi immaginarti di passare così tanto tempo con qualcosa che odi? Io no. Ed è lo stesso motivo per cui prima ho scritto che se “non senti nulla” è meglio lasciare perdere. Perché se vuoi imparare il russo, dovrai avercelo intorno per anni. Altrimenti non lo impari o, almeno, non lo impari davvero e l’esperienza si trasforma in “studiare per passare gli esami” o “studiare perché devo”.

Al precorso di russo saremo stati in 100, al primo anno in classe eravamo circa 50 e siamo arrivati al terzo anno in 13. Ed è giusto così, perché è inutile continuare se capisci che non è la lingua che fa per te.

Il lavoro autonomo

Il lavoro autonomo è fondamentale, punto. E non parlo dei compiti a casa (che sono importanti pure loro). Ti sembrerà esagerato, ma per me dovrebbe essere un “piacere” piuttosto che un “dovere”.

Ai miei tempi universitari Facebook non lo usava quasi nessuno, non c’era Instagram e neanche le app per imparare il russo (se non sbaglio avevo il Nokia 3310).

Tutto ciò che potevo fare era mettermi su YouTube e ascoltare musica russa, cercare di capire cosa cantavano. E lo facevo per piacere, non perché ce lo dicevano i professori. Avevo i miei quadernini in cui segnavo parole, verbi e frasi, poi mi scaricavo le canzoni sul lettore MP3 e così “ripassavo”.

Sembrerà un esercizio scontato, ma davvero mi ha aiutato molto in primis con le desinenze dei casi, poi per memorizzare le parole e le strutture delle frasi (anche se nelle canzoni sono spesso “innaturali” per questioni di ritmo). Insomma, non è un caso che su Instagram io stia lì a commentarti le canzoni!

Se hai capito che il russo “fa per te” cerca di trasformarlo in passione e dedicagli un po’ di tempo ogni giorno: adesso è molto più semplice! Ascolta musica e podcast, guardati dei video, sfrutta le app, leggi blog, seguimi sui social ;-)…

Insomma prendi ciò che ti piace, ti interessa, e prova ad avvicinarlo in russo, un po’ alla volta, un po’ per giorno.

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Come imparare il russo: comunica

Premetto di non essere la persona più espansiva del mondo, ma per le lingue ho sempre pensato di poter fare un’eccezione.

Tant’è che la prima cosa che ho fatto appena sono arrivati dei russi a frequentare le nostre lezioni è stato provare a fare amicizia, parlare, conoscerli, chiaramente in russo.

Questo è avvenuto al secondo anno, quando ancora il mio russo era tremendo, però fidati di me: non fa niente! La paura di sbagliare non ti porterà a nulla, mentre le figure di merda sono essenziali.

Comunicare è la chiave per imparare il russo e non tanto per la pratica orale. Parlando con i russi, anche in italiano o inglese, si imparano tante frasi e parole e soprattutto si entra nella mentalità russa, si scopre la cultura.

Senza contare che se possono trovare amicizie vere! Io, ad esempio, mi porto dietro un carissimo amico russo proprio da quel periodo!

In ogni caso, ho notato subito che comunicare è essenziale per migliorare e appena ho avuto occasione di andare in Russia con un soggiorno di un mese organizzato dall’università, l’ho fatto.

Virus permettendo, vai in Russia a studiare russo

Subito dopo aver messo piede a San Pietroburgo ho capito una cosa: io non so il russo.

Due anni di sforzi e di convinzioni spazzati via dalla cassiera del supermarket che mi ha dovuto ripetere cinque volte se volessi il sacchetto perché io proprio non riuscivo a capirla.

Un momento bruttissimo che mi ricordo come se fosse successo ieri.

Il problema è che il russo che ci viene insegnato all’università in Italia è “russo accademico”. Io avevo dei prof BRAVISSIMI, ma dovevano seguire il programma che impone lo studio di determinati argomenti.

Argomenti che prevedono poesie con parole astruse che non si usano da un secolo, ma non “sacchetto” ad esempio.

Io ti consiglio di andare in Russia a studiare perché – sembrerà ovvio – il russo in Russia è insegnato in maniera totalmente diversa. Non so neanche bene spiegarti il come e il perché, ma ti assicuro che quel primo mese in Russia ha fatto la differenza.

E non solo per i corsi di russo dell’Università Statale di San Pietroburgo (che come ho già raccontato qui erano ottimi), ma anche per “l’immersione” nella lingua russa.

In Russia puoi fare amicizia e parlare russo con i tuoi compagni di corso stranieri, certo, ma puoi conoscere anche tanti russi che, per fortuna nostra, non vedono l’ora di passare un po’ di tempo con qualche “italiano vero” (lo dicono sempre, perché la canzone di Cutugno è molto famosa lì).

Il che mi porta al secondo trauma: la prima telefonata in russo con un’amica durante la quale neanche potevo sorridere e annuire fingendo di capire e quindi ho semplicemente taciuto per circa 5 minuti.

Ebbene, sappi che ogni volta che una cassiera si spazientisce e ogni volta che vorresti scoppiare a piangere al telefono, in realtà, tu stai imparando. Fai tesoro di queste esperienze e createne il più possibile.

Se ti è piaciuto, torna in Russia

Nonostante le cantonate, la prima esperienza in Russia mi è piaciuta tantissimo! Così, qualche mese dopo (terzo anno di triennale), ho chiesto una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri (non credo esistano più) per andare 6 mesi a studiare a Mosca all’Istituto Pushkin e intanto scrivere la tesi.

Mai scelta fu più azzeccata: è stata una delle esperienze più belle e divertenti della mia vita (tipo Erasmus) e il mio russo è migliorato “da così a così”.

Per i primi mesi andavo a letto tutte le sere con il mal di testa, non solo per le enormi quantità di alcolici consumati, ma soprattutto per il fatto di dover parlare costantemente un’altra lingua.

Facevamo lezione di russo mattina e pomeriggio dal lunedì al venerdì e nelle rare ore libere ci “invitavano caldamente” a seguire i corsi con i russi. La mia materia preferita era assolutamente “современный русский язык” (lingua russa contemporanea) in cui ci insegnavano FINALMENTE il russo vero.

Frequentavo il livello B2 (anche se B2 non ero affatto) che mi ha fatto sudare all’inizio, aperto un mondo di cose che prima neanche immaginavo (vedi i verbi russi con i prefissi) e mi ha pure permesso alla fine del soggiorno di prendere la certificazione C1.

Il 50% del merito va sicuramente ai corsi, l’altro 50% alle giornate e le brevi vacanze passate con i miei amici russi conosciuti all’università.

Posso assicurarti che quelli che passavano le serate a studiare invece che socializzare e i weekend a fare i compiti invece che per locali hanno imparato molto meno di me e di quelli che uscivano con me.

E ti parlo da persona timida e piuttosto che no casalinga. Ma come imparare il russo se non vivendolo?!

imparare il russo

Come imparare il russo: rimani in contatto

Ma con il C1 che devi imparare ancora?

Calma che la storia non è finita. Perché il russo ci vuole tempo a impararlo, ma dimenticarselo è un attimo.

Comunque, dicevo…

Subito dopo la Russia ho preso la mia laurea triennale e ho deciso di iscrivermi alla specialistica a Milano, a un corso che mi insegnasse anche qualcos’altro oltre le lingue.

C’erano le lezioni di russo (che avevo messo come prima lingua), ma le seguivo poco perché, obiettivamente, insegnavano cose che io sapevo già e mi annoiavo da morire (anche se le prof erano adorabili e ce n’era addirittura una che era riuscita a farmi quasi piacere la letteratura).

Gli esami di russo li passavo con 30, però mese dopo mese ho iniziato a sentire sempre meno i miei amici russi (parlavamo su Skype e chattavamo su VK) e a dedicarmi di più alle materie economiche.

Ora, i miei amici russi possono essere accusati di molto, ma certamente non di ipocrisia. Proprio loro, un giorno hanno iniziato a dirmi che il mio russo stava peggiorando.

Ed era tristemente vero: avevo perso il contatto con la lingua.

Così, in preda al panico, ho iniziato a correre ai ripari e vivendo al tempo nella città della moda la soluzione mi è sembrata ovvia. Ho iniziato a lavorare in un negozio di abbigliamento e servire la clientela russa con cui ogni giorno potevo praticare la lingua impiegandola per la prima volta in ambito lavorativo, e ricevere pure uno stipendio per farlo!

I classici due piccioni con una fava.

Facevo part-time, ma quelle 30 ore alla settimana mi sono bastate per recuperare se non addirittura migliorare il mio russo. In ogni caso, quella è stata solo la prima di molte esperienze lavorative con il russo.

Mettilo in pratica

Al secondo anno di specialistica la mia università richiedeva di fare un tirocinio e io ne ho trovato uno a Mosca.

Un’esperienza elettrizzante che invece si è rivelata essere un “meh“. In ufficio eravamo quasi tutti italiani e i pochi russi che c’erano parlavano solo italiano perché “anche gli altri potessero capire”.

Insomma, tre mesi di traduzioni e zero stimoli.

Ma ero a Mosca e questo mi bastava per essere felice. Quindi direttamente da lì ho chiesto un’altra borsa di studio al Ministero, questa volta per studiare marketing e comunicazione e, intanto, scrivere la tesi di specialistica. E anche questa volta me l’hanno data.

Così ho iniziato a seguire le lezioni, scrivere la tesi e pure a lavorare per la prima volta in un’azienda russa, con russi.

E lasciamelo dire, usare il russo per lavoro è ancora uno step successivo perché l’obiettivo non è più parlare del più o del meno, bensì risolvere problemi, inventare cose, contribuire con le proprie idee e tutto questo richiede molta più scioltezza e padronanza anche di un lessico più specialistico.

Infatti all’inizio facevo schifo.

Dopo qualche mese, però, ci ho preso la mano e mi accorgevo di come parlassi sempre meglio e sapessi sempre più cose. Tra l’altro, all’università imparavo proprio le parole che si usavano al lavoro, quindi mi è andata strabene.

Mi verrebbe da dire che per imparare il russo, per migliorarlo, bisogna mettersi in difficoltà. L’istinto di sopravvivenza fa miracoli.

Vivere con i madrelingua è il segreto?

Secondo alcuni, trovarsi una/un partner russa/o è un metodo infallibile per imparare bene il russo. Spesso sono gli stessi che snocciolano la frase “le lingue si imparano a letto”.

… Nì. Almeno secondo la mia esperienza: chiaramente aiuta, ma non è indispensabile e neanche la cosa più importante.

Sicuramente, se parti da zero, vivere con un/una madrelingua è uno stimolo enorme dal punto di vista della motivazione: ti verrà naturale voler sapere di più sulla sua cultura e la sua lingua.

Trovarsi in casa con i russi ti agevola anche per scoprire e imparare le parole della quotidianità: come si dice “pentola”, piuttosto che “spegni la luce”. Questo non è “imparare il russo”, questo è “avere un’infarinatura“. Per imparare la lingua ci sono i corsi di russo, i libri di grammatica e gli insegnanti.

O trovi un’anima DAVVERO pia, o la vostra storia è destinata a durare poco se pretendi che la persona che già ti sta accanto ti faccia anche da professore (sempre ammesso che ne sia capace).

E se sono a livello medio/avanzato?

Se già sai il russo, oltre a quanto detto sopra, abitare con una/un madrelingua significa pratica 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che può farti solo che bene.

Fino a un certo punto.

Per quanto ci tenga e sia dedicato, pensi davvero che il tuo fidanzato ti correggerà ogni volta che sbaglierai un caso o la coniugazione di un verbo? E pensi che la tua ragazza sarà sempre lì a suggerirti gli accenti?

Te lo puoi scordare. Molto più probabilmente si abitueranno ai tuoi errori e impareranno a capirti anche quando sbagli.

Come imparare il russo: non smettere mai

Ogni tanto c’è chi mi scrive: “Ormai so tutto, non credo di poter migliorare“.

La mia risposta è sempre: “Minchia, beata/o te!“.

Ormai sono quasi 9 anni che vivo e lavoro in Russia e credo di avere ancora tantissimo da imparare! Spunta sempre qualche parola nuova, qualche modo di dire che non capisco, oppure incontro altri stranieri che parlano o scrivono russo meglio di me e mi prende male.

E secondo me la vera chiave per imparare il russo (e credo valga anche per tutte le altre lingue) è un po’ questa: non smettere mai di imparare e di volersi migliorare.

Dopo aver cambiato diversi lavori e aver addirittura insegnato italiano in Russia, da qualche anno lavoro in un’azienda a Mosca a stretto contatto con gli italiani, anzi, quasi esclusivamente con italiani e mi sento nuovamente in un periodo di “down” con il russo.

E non ci crederai: anche questo mi ha spinto a creare Russia in Pillole!

Direi che è tutto! Spero che questa storia ti sia piaciuta e ti abbia lasciato degli spunti interessanti su come imparare il russo. Magari potresti iniziare proprio da una di queste Pillole!

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